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(fonte: www.escursioniapuane.com)

 


Provincia Massa Carrara - Lucca
Altezza 1888 mt.
Coordinate 44°07′04″N - 10°12′57″E

 

Il monte si trova sullo spartiacque principale della catena apuana: è una muraglia di roccia movimentata da quattro caratteristiche gobbe che gli danno il nome.

La sua vetta più alta raggiunge, per molte tabelle, i 1888,4 metri per cui il Cavallo sarebbe la terza montagna nelle Apuane per altezza dopo il Pisanino e la Tambura,.mentre, per altre, invece arriverebbe a 1895 metri, superando così la Tambura e ponendosi al secondo posto (vedi nota[2]).

La cresta sommitale costituisce confine tra il comune di Minucciano in provincia di Lucca e quello di Massa in provincia di Massa-Carrara.

Il Cavallo è una muraglia di calcari selciferi (rocce scistose a strati molto inclinati) che poggiano su un basamento di marmo. Esso è disposto in direzione Nord-Ovest / Sud-Est ed è delimitato a nord e ad ovest rispettivamente dalla Foce di Cardeto e dalla Foce di Monte Cavallo e a sud dal Passo della Focolaccia.

La cima più alta è la seconda da nord che raggiunge 1888,4 metri. Le quattro cime misurano, partendo da nord: 1882, 1888,4, 1872, 1850 metri.

Tra la cima nord e quella sud ci sono circa 700 metri in linea d’aria e dalle vette estreme si dipartono due creste che delimitano strette pareti triangolari.

I versanti del monte digradano a valle in modo impressionante: a mare le gobbe diventano lastroni ripidissimi che poi si fanno erbosi alla cui base passa il sentiero 167, oggi piuttosto trascurato, che unisce la valle degli Alberghi con il passo della Focolaccia.

Nel versante garfagnino il monte chiude la valle dell’Acqua Bianca ed è solcato da ripidi canali tra cui riconosciamo il classico Canal Cambron tra la gobba settentrionale e la vetta più alta che è rinomato come impegnativa salita invernale. A piedi di questo versante passa il facile sentiero 179 dalla Focolaccia al Cardeto.

Sul passo della Focolaccia, a 1650 metri, il Cavallo presenta una breve parete Sud con alcune vie di arrampicata e poi si abbassa a terminare in una cresta rotta da numerose incisioni detta Coda del Cavallo che offre all’arrampicatore diverse interessanti possibilità di salita come alla splendida punta Carina situata proprio di fronte al rifugio Aronte.

La montagna è severa e si può salire ma con grande prudenza, partendo dall’Aronte fino alla Forcella di Porta ed arrivando alla prima vetta per prati e rocce per proseguire poi con difficoltà maggiori: passaggi di secondo grado, grande esposizione e rocce infide miste a paleo. L’emozione massima è, comunque, la traversata (cavalcata) della cresta in invernale in cui il tratto a mare è, naturalmente,quello che pone più problemi per la tenuta della neve.

Aristide Bruni il 20 agosto 1894 salì la vetta 1850 e 1872, ma non le altre a causa dell’ora tarda, partendo dalla Forcella di Porta. Oscar ed Alberto Dalgas salirono le due vette settentrionali partendo dalla Focolaccia il 20 luglio 1897. I genovesi Lorenzo Bozano, Adolfo Galliano e Lorenzo Stronello nel gennaio 1898 percorsero la cresta nord in invernale.

I VERSANTI DEL MONTE

Cresta Sud:La partenza avviene dal Passo della Focolaccia e dal Rifugio Aronte da cui si sale all’intaglio della cresta detto Forcella di Porta (al quale si arriva comunque anche da Forno nel versante massese). Si sale per un versante erboso con qualche placca rocciosa alla prima quota (1850) e seguendo la cresta sommitale si raggiunge quota 1872, qua si scende un tratto molto ripido tenendosi a sinistra fino ad una forcella a 1845 metri e, superato un rilievo minore (quota 1870 che non è considerata come vetta), si scende ancora ad una forcella. Quindi, in salita, si raggiunge la vetta principale (1888,4) e scendendo nuovamente per un colletto si raggiunge la quota nord (1882). Il percorso prevede alcuni passaggi di secondo grado. La cresta, sempre esposta, presenta molte difficoltà a causa dei lastroni e delle rocce friabili unite all’infido paleo apuano ed è adatta solo ad escursionisti molto esperti e senza problemi con le esposizioni ed è da effettuarsi solo nella bella stagione.

Versante sud-oves: è il versante visibile dal mare. La caratteristica principale di questo versante sono i lastroni a disegno concentrico che somigliano ad enormi conchiglie. Esso è inciso da solchi e si eleva sopra pendii erbosi che scendono al Canal Cerignano. Da Forcella di Porta si può salire facilmente alla cresta tra le due prime vette da sud. Alcuni canali arrivano in vetta senza difficoltà estreme.

Cresta ovest: inizia dalla Foce del Cavallo a 1700 metri è costituita da tratti erbosi e da altri rocciosi ripidi e molto esposti. Lungo il percorso sono presenti chiodi per assicurazione, è adatta ad escursionisti molto esperti con pratica alpinistica. Di interesse anche in invernale.

Parete Nord-Ovest: di interesse per i rocciatori si affaccia su Orto di Donna.

Cresta Nord: inizia dalla Foce di Cardeto e presenta difficoltà fino al secondo grado mentre diventa impegnativa in invernale, molto panoramica con tratti di esposizione costituisce un percorso adatto ad escursionisti molto esperti con pratica alpinistica. La prima invernale è di Lorenzo Bozano, Adolfo Galliano e Lorenzo Stronello nel gennaio 1898.

Versante Nord-Est: è costituito da un misto tra rocce e fasce erbose, speroni e canali che permettono diverse vie di salita con varie difficoltà. Importante è il Canale Cambron che sbuca tra le due cime settentrionali, da molti usato come via di discesa dalla vetta principale.

Cresta Est: dal passo della Focolaccia sale alla quota inferiore con difficoltà alpinistiche.

Parete Sud-Est: è la parete triangolare che sovrasta il rifugio Aronte che si sale con difficoltà alpinistiche superando un dislivello di circa 150 metri.

ASCENSIONE ALLA VETTA: dall’antecima nord: la vetta principale presenta un ometto sommitale, a sinistra la vetta della Tambura

Esistono testi con descrizioni dettagliate della salita sia per la cresta sud che per quella nord ai quali rimando. Chi scrive è salito, qualche volta, solo per la cresta sud. La salita è impegnativa a causa del terreno misto di paleo, rocce e sfasciumi, aumenta la difficoltà la costante esposizione. La salita può essere affrontata solo da escursionisti molto esperti con qualche pratica di arrampicata ed un minimo di attrezzatura alpinistica e deve essere effettuata in condizioni di tempo buono.

Le salite invernali sono estremamente complesse ed adatte a chi ha buona pratica alpinistica considerando la notissima insidiosità della neve e del ghiaccio apuani.

 

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